‘Premio Teatro Carcere Sandro Baldacci’ edizione 2026
L’Associazione Teatro Necessario che quest’anno festeggia 20 anni di attività, dà il via alla prima edizione del concorso; il vincitore aprirà la successiva stagione della Rassegna Voci dall’Arca.
Il premio celebra la memoria di Sandro Baldacci, co-fondatore di Teatro Necessario e la sua visione del teatro come riflessione e crescita umana; regista e direttore artistico del Teatro dell’Arca, ha dedicato la sua esistenza allo spettacolo nelle sue moltecipli forme, iniziando giovanissimo dal 2024 il Teatro dell’Arca è stato dedicato al suo regista.
Il Premio Teatro Carcere Sandro Baldacci è istituito dall’Associazione Teatro Necessario che opera all’interno del Carcere di Marassi dal 2005 e che nel 2013 ha realizzato il Teatro dell’Arca, costruito dai detenuti stessi nell’intercinta della Casa Circondariale
Possono partecipare al bando le compagnie che operano all’interno delle carceri sul territorio nazionale. La compagnia selezionata sarà invitata a rappresentare lo spettacolo vincitore in apertura della stagione teatrale del ‘Teatro dell’Arca Sandro Baldacci’ in data 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 30 aprile 2026, all’indirizzo e mail premiobaldacci@gmail.com con oggetto “Candidatura Premio Baldacci – Nome Compagnia /Istituto
Qui sotto un Podcast da un programma su Radio Vaticano: I Cellanti Mirella Cannata, Presidente dell’Associazione Teatro Necessario e Direttrice Artistica del Teatro dell’Arca, è intervistata da Roberta Barbi
A un anno dalla scomparsa, in ricordo e in onore, il Teatro dell’Arca di Genova viene intitolato al suo regista e fondatore.
Con un evento dedicato, il 16 novembre 2024, viene onorato Sandro Baldacci intitolandogli il Teatro dell’Arca. Dopo una commemorazione svoltasi all’interno del teatro stesso, la cerimonia è proseguita all’esterno, dove un drappo bianco ha svelato l’insegna a cui è stato aggiunto il suo nome
Il Teatro dell’Arca di Genova Intitolato a Sandro Baldacci: Un Tributo a un Maestro del Palcoscenico
Il 16 novembre 2024 il Teatro dell’Arca, uno dei luoghi significativi della scena teatrale cittadina per la sua particolarità, ha reso omaggio al suo regista e fondatore, Sandro Baldacci, intitolandogli ufficialmente il proprio nome. Un evento emozionante, che ha celebrato non solo la figura artistica del regista, ma anche l’impegno di una vita, dedicata alla crescita del teatro e della comunità culturale.
La cerimonia, carica di emozione e ricordi, è iniziata con una commemorazione speciale, durante la quale sono stati proiettati video che ripercorrevano la carriera di Sandro Baldacci, accompagnati da dichiarazioni di persone che lo hanno conosciuto e che hanno avuto l’opportunità di lavorare al suo fianco; artisti, colleghi e amici hanno condiviso aneddoti e riflessioni, raccontando come il suo genio creativo e la sua passione per il teatro abbiano segnato la loro vita professionale e personale.
L’incontro è stato l’occasione per ripercorrere la storia del Teatro dell’Arca, ideato da Baldacci e dagli altri fondatori dell’Associazione Teatro Necessario, all’interno della Casa Circondariale di Genova Marassi e costruito dai detenuti stessi; un luogo di impegno culturale e di aiuto alla riabilitazione dentro al carcere.
Sin dal suo esordio, il regista ha saputo infondere nel teatro una visione originale e un profondo legame con la realtà sociale e le sue fasce più deboli, cercando sempre di offrire uno spazio per il pensiero e l’espressione artistica libera.
L’intitolazione del Teatro a Sandro Baldacci è stata un gesto simbolico che racchiude il rispetto e l’affetto che la città di Genova ha nei confronti di un uomo che ha saputo dare tanto al panorama culturale locale. La sua scomparsa, avvenuta un anno prima, ha lasciato un vuoto difficile da colmare, ma attraverso l’intitolazione del teatro e la continuità del suo impegno, la sua eredità continua a vivere, ispirando le generazioni future di artisti e spettatori.
Alla fine della cerimonia, la targa commemorativa è stata svelata e, con un’emozione condivisa da tutti i presenti, il nome di Sandro Baldacci è stato ufficialmente aggiunto all’insegna del Teatro dell’Arca. Un atto che non solo conserva il suo ricordo, ma che testimonia la forza e la vitalità del suo contributo al mondo del teatro.
Il 16 novembre 2024 è stato anche un giorno che ha rafforzato il legame tra il Teatro dell’Arca e la città di Genova, celebrando non solo la memoria di un grande maestro, ma anche il valore del teatro come luogo di crescita e di incontro, fondamentale per la cultura e la comunità.
Addio a Sandro Baldacci, l’Associazione Teatro Necessario piange uno dei suoi fondatori: regista e direttore artistico del Teatro dell’Arca di Genova e docente di laboratori teatrali, una vita spesa per il teatro e per i più fragili. Sandro, come immaginare il Teatro dell’Arca senza di te?
Le parole di Mirella Cannata, Presidente dell’Associazione: Sandro Baldacci, un maestro, una vita per il Teatro, se ne andato la mattina del 16 novembre lasciando in tutti noi un vuoto incolmabile. Con lui abbiamo perso il nostro timoniere, il Direttore Artistico del Teatro dell’Arca, il regista e fondatore di Teatro Necessario. Un artista completo per la raffinatezza delle sue regie, la bellezza e la profondità dei suoi racconti, il rigore, la generosità e la passione che travolgeva tutti coloro che lavoravano con lui. Una grande perdita non solo per il carcere ma per tutto il mondo del teatro e della cultura.
“La vita è un mistero. Conta cosa abbiamo fatto. Sandro ha lasciato le sue opere, indelebili, energia pura soprattutto in un ambiente così cupo e complesso come il carcere. Il suo coraggio è stato come un fiore che nasce dall’asfalto”. Ora non ci resta che andare avanti, come lui avrebbe voluto, sul solco di quanto ha tracciato all’interno del Carcere di Marassi: oltre vent’anni di laboratori teatrali, con gli uomini detenuti, confluiti in 18 spettacoli ai quali hanno assistito, oltre al pubblico cittadino, decine di migliaia di studenti che attraverso la forza emotiva trasmessa dai suoi spettacoli, comprendevano testi anche complessi, appassionandosi al “Teatro”. Con la rassegna “Voci dall’Arca”, giunta alla sua sesta edizione, ha dato voce al mondo sommerso e periferico del carcere; la sua visione e lungimiranza ha contribuito a trasformare l’istituto di pena in istituto di cultura. Sandro non è più fisicamente tra noi, prima o poi dovremmo farcene una ragione.. ma per ora gli chiediamo di accompagnarci in questo nuovo e difficile percorso, regalandoci un po’ della sua forza e della sua magia.. Mirella Cannata
della mostra dedicata a Sandro Baldacci ne parlano in rete: > IL SECOLO XIX
HANNO DETTO DI LUI
‘…vedrai Sandro, il paradiso sarà il tuo spettacolo’ Francesco, studente Liceo S.Pertini
Sandro Baldacci, due mondi che si incontrano … Emozioni forti e contrastanti. Non è facile entrare nel nostro mondo, non è facile vincere le nostre diffidenze e accettare le nostre rigidità … e le burocrazie di un mondo di regole a volte incapaci di seguire le strade libere del teatro. Esserci riuscito, con determinazione, fiducia, pazienza e coraggio ci ha fatto sentire un po’ più simili e uniti in un unico obiettivo. Come per il nostro motto … despondere spem …così è quando si accendono le luci sul palco, si accende una speranza. Quando si alza il sipario il regista non c’è….guida da lontano…nel silenzio….nel buio….come noi, custodi di anime ferite e perse, ma mai sotto i riflettori. A tutti i tuoi amici, collaboratori che ti hanno amato e sopportato chiediamo di non abbassare il sipario, sono semi che fanno crescere fiori nell’asfalto. Eri uno di noi … E sapere che dietro le quinte ci sei ancora tra di noi e tra le persone che hai saputo unire c’è il tuo spirito … Diffonde un po’ di speranza anche in noi. Luca Morale Commissario Casa Circondariale Genova Marassi
Apprendo con costernazione della scomparsa di Sandro Baldacci grande regista e uomo di eccezionale cultura artistica e sensibilità. Baldacci ha saputo realizzare con il suo impegno e talento spettacoli teatrali dentro e fuori la casa circondariale di Marassi di grande spessore artistico riuscendo a dimostrare come e quanto il teatro possa giocare un ruolo non solo rilevante ma fondamentale sia nel percorso di rieducazione della pena detentiva sia nella emancipazione dalla emarginazione sociale attuando l’inclusione e superando la separatezza dell universo carcerario dalla società civile Quale ammiratore e spettatore di tante sue opere mi unisco al dolore dei Suoi cari e di tutti quelli che hanno avuto l onore di lavorare al Suo fianco. Procuratore Francesco Cozzi