Voci dall’Arca gennaio maggio 2026

al Teatro dell’Arca
| Gennaio – Maggio 2026 |
Ottava edizione Rassegna Voci dall’Arca

Al via la seconda parte di ‘Voci dall’Arca’ 2025-26

Ad aprire Dora Pro Nobis il 24 gennaio 2026 della compagnia Teatro di Dioniso, tratto dal libro ‘Malamore’ di Concita De Gregorio.
In scena un intenso dialogo in forma di contrappunto tra la voce di Federica Fracassi e il violoncello di Lamberto Curtoni: lei evoca Dora Maar, lui richiama la presenza di Pablo Picasso. Fotografa straordinaria e figura centrale del surrealismo, Dora Maar incontrò Picasso nel 1936, dando inizio a una relazione che la rese una delle sue muse più importanti. A lei si deve l’intera documentazione fotografica della realizzazione di Guernica

Segue Monkey’s Kabarett – La via per la libertà il 7 febbraio 2026, liberamente ispirato a Kafka.
Il monologo musicale di Andrea Nicolini, accompagnato dall’Ensemble Phonodrama, racconta la metamorfosi di Rotpeter, scimmia diventata uomo per necessità di sopravvivenza. Tra grottesco e ironia, musica dal vivo e cabaret, lo spettacolo riflette sui confini della libertà e sul prezzo della trasformazione, mostrando quanto del passato resti inciso nei gesti, nei desideri, nelle contraddizioni dell’umano.

Il calendario prosegue il 20 febbraio 2026 la rassegna cambia registro senza perdere profondità con Musical: dal Teatro al Cinema, andata e ritorno, regia di Umberto Scida. Non un semplice concerto, ma un racconto scenico che attraversa Broadway, West End e Hollywood, intrecciando canzoni celebri, aneddoti e narrazione. Un omaggio al musical come arte totale, capace di unire leggerezza e pensiero, spettacolo e racconto, emozione e memoria collettiva.

Il 6 marzo 2026 arriva Cantanti, ideato e diretto da Carlo Geltrude, testo di Mario Gelardi. Ispirato alla vicenda dei fratelli Brusca, lo spettacolo affronta il tema delicatissimo della collaborazione con la giustizia e della Legge n. 82 del 1991. Senza giudizi netti o semplificazioni, il lavoro indaga colpa e perdono, pubblico e privato, sollevando interrogativi profondi sulla giustizia che invochiamo e su quella che, talvolta, accettiamo. Un teatro civile che sceglie la complessità come atto di responsabilità.

Segue Kohlhaas il 13 marzo 2026, con Marco Baliani attore narrante, regia di Maria Maglietta. Dal racconto di Kleist, prende forma una riflessione senza tempo sul confine tra giustizia e vendetta. Il sopruso iniziale innesca una spirale di violenza che parla tanto al passato quanto agli anni delle lotte politiche e sociali del Novecento. Baliani intreccia racconto e autobiografia artistica, mostrando come il teatro possa farsi luogo di memoria, coinvolgimento e presa di posizione.

Il 28 marzo 2026 la musica diventa gesto politico e poetico con Orchestra del Mare. L’Orchestra Paganini suona strumenti costruiti nella liuteria del carcere di Opera con il legno dei barconi dei migranti, mentre i testi letti e scritti dai detenuti di Marassi accompagnano il concerto. Tragedia e riscatto, scarto e bellezza si fondono in un progetto che restituisce dignità, competenze e futuro, trasformando simboli di dolore in strumenti di arte e memoria, particolarmente significativi per una città di mare come Genova.

L’11 aprile 2026 (S)legati di e con Jacopo Bicocchi e Mattia Fabbris. La vera storia degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates diventa metafora estrema delle relazioni umane. La corda che unisce, sostiene e mette in pericolo è il simbolo di ogni legame portato al limite, dove la verità obbliga a scelte laceranti. Un racconto di sopravvivenza e amicizia che interroga il senso del “tagliare” come gesto necessario, non di tradimento ma di salvezza.

Chiude la rassegna La voce di Antigone dal 19 al 23 maggio, è il lavoro di Eva Cambiale e Carlo Orlando con gli attori detenuti della Casa Circondariale di Genova Marassi, produzione Teatro Necessario. Antigone non è qui un archetipo da museo, ma una presenza viva, insolente e gioiosa, una forza scenica che canta e danza la libertà. Attraverso il gioco teatrale, la tragedia sofoclea si trasforma in esperienza collettiva, capace di generare luce e serenità, anche nel dolore. Un teatro che non consola, ma apre, e che trova nel carcere uno spazio di verità e dignità.

TGR Liguria notizie sulla Rassegna.
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Dal quotidiano ‘il-Secolo-XIX’ articolo di Guglielmina Aureo
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